Differenza tra principi e regole

Nel sistema giuridico si distingue tra regole e principi, in quanto le prime disciplinano situazioni specifiche e determinate, diversamente dai principi che hanno un contenuto più generale e svolgono una funzione di orientamento.

La differenza non è, pertanto, di natura qualitativa, bensì prevalentemente quantitativa, in quanto entrambe costituiscono norme giuridiche, ma si distinguono per il diverso grado di generalità e di astrattezza.

È importante, tuttavia, non confondere tale distinzione con il diverso concetto di gerarchia delle fonti, perché la differenza tra regole e principi attiene alla struttura e alla funzione della norma, non alla sua posizione nel sistema delle fonti del diritto.

Anche i principi, infatti, possono essere espressi da fonti di diverso rango (costituzionale, legislativo o sovranazionale) e non si collocano, in quanto tali, su un piano gerarchicamente sovraordinato rispetto alle regole.

In particolare, i principi si caratterizzano per un ambito di applicazione più ampio e per la capacità di fungere da fondamento per una pluralità di norme. Ne parliamo in questo articolo.

Cosa sono le regole?

Le regole sono norme precise e circostanziate, pensate per essere applicate direttamente ai casi concreti. Si caratterizzano per il fatto di essere indefettibili, cioè non ammettono eccezioni, se non quelle eventualmente previste dalla stessa norma o da altre norme dell’ordinamento. Questo significa che, quando si verifica una situazione descritta dalla regola, la conseguenza giuridica si applica in modo automatico.

Proprio per questa loro struttura, le regole funzionano secondo un ragionamento logico molto lineare, di tipo deduttivo. Si parte da una norma generale, si verifica che il caso concreto rientra in quella norma e si applica la conseguenza. Ad esempio: “tutti gli assassini devono essere puniti; Tizio è un assassino; quindi Tizio deve essere punito”. In questo schema, la regola è immediatamente utilizzabile e consente di risolvere il caso senza ulteriori passaggi interpretativi complessi.

Cosa sono i principi?

I principi, invece, si collocano su un piano diverso. Non sono norme precise, ma norme generiche, che esprimono valori e orientamenti dell’ordinamento.

A differenza delle regole, i principi sono considerati defettibili o derogabili, perché possono ammettere eccezioni anche non esplicitamente previste. In altre parole, non sempre si applicano in modo automatico a tutti i casi che rientrerebbero nella loro formulazione.

Questa caratteristica li rende più flessibili, ma anche più complessi da applicare. Infatti, mentre una regola può essere utilizzata direttamente per decidere un caso, un principio ha bisogno di essere concretizzato, cioè tradotto in norme più specifiche o interpretato alla luce della situazione concreta. Inoltre, uno stesso principio può essere attuato in modi diversi e anche alternativi.

Un altro aspetto importante è che, proprio perché i principi ammettono eccezioni implicite e non predeterminate, non possono essere applicati attraverso un semplice ragionamento automatico.

Il fatto che una situazione rientri nella descrizione del principio non è sempre sufficiente per farne derivare una conseguenza giuridica certa, perché bisogna valutare il contesto, gli interessi in gioco e gli eventuali altri principi rilevanti.

Quali sono i principi generali?

I principi generali dell’azione amministrativa operano in tutti i settori e costituiscono la base dell’intero sistema, guidando sia l’attività della pubblica amministrazione sia l’interpretazione delle norme.

Tra essi spiccano il principio di buon andamento, da cui derivano efficienza, efficacia ed economicità, e il principio di legalità sostanziale, che impone non solo il rispetto formale della legge, ma anche il perseguimento concreto degli interessi pubblici. Tali principi, rafforzati dalla legge n. 241/1990, rappresentano il fondamento di legittimità dell’azione amministrativa e garantiscono coerenza ed efficacia del sistema.

Essi quindi rappresentano il valore dell’ordinamento, ed esprimono valori logici, etici e sistematici e consentono di interpretare e applicare le norme in modo coerente.

Proprio per questo motivo, i principi assumono un ruolo centrale anche nel diritto amministrativo, dove guidano e giustificano l’azione della pubblica amministrazione.

I principi settoriali


Accanto ai principi generali operano i principi settoriali, applicabili a specifici ambiti (come contratti pubblici o ambiente), che non li sostituiscono ma li specificano.

Nel Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023), assumono particolare rilievo i principi del risultato, della fiducia e dell’accesso al mercato, che orientano l’interpretazione dell’intera disciplina. Gli altri principi hanno invece un ruolo più operativo e di dettaglio, determinando una distinzione tra principi di rango generale e principi di carattere più specifico.

A chi si applicano i principi amministrativi?

I principi dell’attività amministrativa non vincolano soltanto le pubbliche amministrazioni in senso stretto.

Essi si estendono anche ai soggetti privati che esercitano funzioni pubbliche, garantendo così che l’interesse pubblico sia sempre tutelato, indipendentemente dal soggetto che agisce.

Approfondimento sul principio di specialità

Il principio di specialità rappresenta un criterio fondamentale di coordinamento tra le regole (norme), in base al quale la norma speciale prevale su quella generale (lex specialis derogat generali), quando entrambe disciplinano la medesima fattispecie.

In particolare il principio di specialità, comporta che, in presenza di una disciplina specifica riferita a un determinato ambito, quest’ultima prevale sulla normativa generale nella regolazione del caso concreto. 

Tuttavia, tale prevalenza opera solo per gli aspetti puntualmente disciplinati, mentre per le lacune continua a trovare applicazione la normativa generale. Ne deriva un sistema integrato, in cui la regola speciale non esclude, ma specifica e completa quella generale, garantendo un’applicazione più aderente alle peculiarità della fattispecie.

Un differenza è che mentre le regole offrono soluzioni immediate e certe, i principi svolgono una funzione più ampia: guidano l’interpretazione del diritto, orientano le decisioni e permettono di adattare l’ordinamento a situazioni complesse e variabili.

Proprio per questo, regole e principi non sono in contrapposizione, ma si completano a vicenda all’interno del sistema giuridico.

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