Le funzioni amministrative consistono in ciò che gli enti pubblici svolgono concretamente per dare attuazione alle leggi e perseguire l’interesse pubblico, attraverso l’organizzazione di servizi, l’adozione di provvedimenti e la gestione di risorse e attività rivolte alla collettività.
Esse costituiscono l’attività quotidiana dell’amministrazione e trovano il loro fondamento diretto nella Costituzione, che ne disciplina l’attribuzione tra Stato, Regioni ed enti locali secondo un modello decentrato e cooperativo.
Cosa si intende per attività amministrativa?
Per attività amministrativa si intende l’azione, in concreto, che provvede alla cura degli interessi pubblici ad essa affidati, dopo che la funzione politica sceglie i fini da perseguire. L’attività amministrativa si divide in diverse tipologie: attiva, consultiva e di controllo.
Attività di amministrativa attiva
Attiva perché comprende tutte le azioni attraverso cui la Pubblica Amministrazione persegue direttamente i propri obiettivi.
Rientrano in questa categoria l’adozione di provvedimenti amministrativi, l’organizzazione e gestione dei servizi pubblici, l’attuazione concreta delle decisioni assunte.
Essa si sviluppa sia nella fase deliberativa, in cui si decide cosa fare, sia nella fase esecutiva, in cui le decisioni vengono messe in pratica.
Attività di amministrativa consultiva
L’attività consultiva si manifesta attraverso il rilascio di pareri, orientamenti, direttive o chiarimenti.
In questo caso l’amministrazione non decide direttamente, ma supporta altri organi o autorità nello svolgimento delle loro funzioni, fornendo valutazioni tecniche o giuridiche su uno specifico oggetto.
Attività di amministrativa di controllo
L’attività di controllo ha la funzione di verificare che l’azione amministrativa sia svolta correttamente.
Essa si articola in un controllo di legittimità, volto ad accertare il rispetto delle norme di legge e in un controllo di merito, finalizzato a valutare la correttezza, l’efficacia e la buona amministrazione dell’azione svolta
Attraverso questi controlli si garantisce che l’attività amministrativa sia conforme al diritto e orientata all’interesse pubblico.
Occorre inoltre precisare che negli ordinamenti non a regime di diritto amministrativo, ovvero i common law, la PA esercita la propria attività attraverso atti soggettivi di diritto comune.
Nel nostro ordinamento nazionale, civil law, le funzioni amministrative, possono essere esercitate sia mediante l’esercizio delpotere pubblico e sia mediante gli strumenti di diritto privato.
Chi esercita le funzioni amministrative?
Le funzioni amministrative sono svolte, in via principale, dai Comuni, perché la Costituzione stabilisce che l’azione amministrativa deve essere esercitata dall’ente più vicino ai cittadini.
Tuttavia, quando è necessario garantire un esercizio unitario ed efficace delle funzioni, queste possono essere attribuite a Province, Città metropolitane, Regioni o allo Stato. La scelta dell’ente competente avviene nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, che servono a individuare il livello di governo più idoneo a svolgere una determinata attività, così come stabilito dall’articolo 117 e 118 della Costituzione.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari sia di funzioni amministrative proprie, sia di funzioni conferite dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
Si ricorda il concetto di sussidiarietà verticale che si riferisce alla ripartizione delle competenze tra i diversi livelli di governo, da quello centrale a quello locale.
In questo caso, il principio di sussidiarietà prevede che le competenze siano assegnate al livello di governo più basso che è in grado di svolgere le funzioni in modo efficiente ed efficace.
Accanto all’azione degli enti pubblici, la Costituzione valorizza anche il principio di sussidiarietà orizzontale, in base al quale Stato, Regioni ed enti locali favoriscono l’iniziativa dei cittadini, singoli o associati, nello svolgimento di attività di interesse generale, in collaborazione con le istituzioni pubbliche.
Come vengono esercitate queste funzioni?
L’esercizio delle funzioni amministrative è strettamente connesso all’autonomia degli enti locali, che non si esaurisce nella dimensione organizzativa, ma comprende soprattutto l’autonomia finanziaria.
Gli enti locali dispongono di risorse autonome e possono istituire tributi ed entrate proprie, in armonia con la Costituzione e nel rispetto dei principi della finanza pubblica e del sistema tributario.
Ogni amministrazione ha un proprio bilancio che deve deve essere gestito nel rispetto dei principi come l’equilibrio finanziario e dei vincoli economici derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
Grazie a tali risorse, i Comuni possono svolgere le proprie attività e mettere in pratica le proprie funzioni.
In presenza di squilibri economici e sociali, lo Stato può intervenire con misure e risorse aggiuntive volte a promuovere lo sviluppo economico, la coesione sociale e l’effettivo esercizio dei diritti della persona.
In questo contesto, il Comune rappresenta l’ente di riferimento della comunità locale: cura gli interessi della popolazione e ne promuove lo sviluppo, svolgendo un ruolo centrale nell’attuazione concreta delle funzioni amministrative.