Quali sono le fasi del procedimento amministrativo?

Nel panorama del diritto amministrativo, il procedimento amministrativo rappresenta il “motore” attraverso cui la Pubblica Amministrazione (P.A.) trasforma la propria volontà in atti concreti. 

Non si tratta di un singolo atto, ma di una sequenza di fasi composta da atti endoprocedimentali volti a garantire che l’azione pubblica sia trasparente, partecipata e, soprattutto, legittima.

La prima fase dell’iniziativa

La prima fase è l’iniziativa, in quanto l’attività amministrativa prende vita.

Esistono due modalità principali di avvio, quella in cui l’istanza o la domanda per ottenere un provvedimento (ad esempio, la richiesta di un permesso di costruire) è presentata dal privato, in questo caso parliamo iniziativa di parte.

Diverso è quando l’amministrazione effettua l’avvio del procedimento, in modo autonomo o su segnalazione di un’altra autorità, che si configura come iniziativa d’ufficio. In questa fase è fondamentale, ai fini dell’apertura del procedimento, la comunicazione di avvio del procedimento ai soggetti che hanno un interesse. Ad essi viene indicato il termine entro il quale l’amministrazione deve adottare il provvedimento espresso e l’autorità alla quale è possibile ricorrere.

In questa fase si procede alla nomina di un responsabile del procedimento che si occupa delle diverse fasi, nonché figura che responsabilizza l’amministrazione verso l’esterno e referente per i destinatari del procedimento. 

La fase dell’istruttoria

La fase istruttoria è senza dubbio la parte più complessa e corposa. Qui il responsabile del procedimento acquisisce e valuta tutti gli elementi necessari per decidere: fatti, interessi pubblici e interessi privati.

Nella valutazione degli elementi si avvale degli uffici competenti per i fatti complessi, altrimenti procede in modo autonomo.

Per quanto concerne gli interessi coinvolti, se coinvolgono più amministrazioni, il responsabile del procedimento deve indire una conferenza di servizi, nella quale vengono, entro un termine che permette la conclusione del procedimento, rilasciati i pareri.

Un principio cardine di questa fase è il giusto procedimento, in quanto si garantisce la partecipazione di chi ha un interesse rilevante. Infatti, se l’amministrazione è orientata verso motivi ostativi, deve inviare il preavviso di rigetto (così stabilito dall’art. 10-bis), permettendo al privato di presentare osservazioni entro il termine di 10 giorni.

La fase decisoria

Una volta raccolti tutti i dati, si passa alla fase decisoria in quanto viene adottato il provvedimento finale. Esso può essere di tipo vincolate, in quanto l’ente si limita a verificare la sussistenza dei requisiti di legge, oppure discrezionale, in quanto l’amministrazione deve ponderare diversi interessi. In quest’ultima ipotesi, è fondamentale che l’atto presenti una motivazione dettagliata che spiega l’iter logico che ha portato alla conclusione.

Nei casi in cui l’amministrazione non risponde e vengono superati i termini di scadenza entro cui emanare il provvedimento, si configura l’istituto giuridico del silenzio. In base a ciò che stabilisce la norma, possiamo assistere al silenzio-assenso o silenzio inadempimento

In altri casi, per evitare lo stallo, si attiva il silenzio devolutivo e la competenza a decidere passa a un’altra autorità o a un organo tecnico superiore per sbloccare la pratica.

La fase integrativa dell’efficacia 

L’adozione del provvedimento non coincide sempre con la sua immediata validità. In alcuni casi è necessaria una fase integrativa dell’efficacia, perchè molti atti diventano efficaci solo dopo determinati adempimenti.

Uno di questi è la comunicazione ai destinatari, necessaria per i provvedimenti restrittivi della sfera giuridica, poiché l’atto è efficace solo dal momento in cui il soggetto riceve la notifica.

Un altro esempio è la pubblicazione del provvedimento finale, come le sovvenzioni, contributi o sussidi superiori a 1.000 euro, in quanto per essere efficaci è necessaria la pubblicazione online, come previsto dal D.Lgs. 33/2013.

Con le fasi del procedimento amministrativo si garantisce che il potere pubblico non venga esercitato in modo autoritario, ma segua un binario di legalità e trasparenza. Dalla fase di iniziativa fino all’eventuale fase integrativa dell’efficacia, ogni passaggio serve a proteggere l’interesse collettivo e i diritti del singolo.

    Share the Post:

    Related Posts