
Il referendum costituzionale è lo strumento attraverso cui i cittadini possono confermare o no, una legge che modifica la costituzione o una legge costituzionale.
Questo tipo di referendum è disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione e si inserisce nel procedimento di modifica della Carta costituzionale.
A differenza del referendum abrogativo, il referendum costituzionale non serve a eliminare una legge già esistente, ma a decidere se una modifica della Costituzione debba entrare in vigore oppure no.
Il procedimento di revisione costituzionale
Le leggi che modificano la Costituzione devono essere approvate dal Parlamento con una procedura particolare, cosiddetta aggravata.
Il testo deve essere votato due volte da ciascuna Camera, con un intervallo minimo di tre mesi tra la prima e la seconda votazione.
Nella seconda votazione il testo deve ottenere almeno la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.
Quando si può chiedere il referendum costituzionale?
Quando la seconda votazione per la legge costituzionale è approvata con la maggioranza assoluta, può essere richiesta la consultazione popolare. In questo modo la legge può essere sottoposta a referendum costituzionale. La richiesta deve essere promossa da:
- un quinto dei membri di una Camera
- 500.000 elettori
- 5 Consigli regionali
Inoltre, la domanda deve essere presentata entro tre mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale.
Quando il referendum non è necessario?
Il referendum costituzionale non può essere richiesto se la legge di revisione costituzionale è approvata con una maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.
In questo caso la legge viene promulgata direttamente dal Presidente della Repubblica ed entra in vigore senza consultazione popolare.
Il quorum nel referendum costituzionale
Una differenza importante rispetto al referendum abrogativo con quello costituzionale riguarda il quorum.
Nel referendum costituzionale, oppositivo (per chi volesse votare no) o confermativo (per chi volesse votare si), si interviene alla fine di un procedimento parlamentare già completato. In questa procedura, non è previsto un numero minimo di votanti, in quanto la legge viene approvata semplicemente se i voti favorevoli superano quelli contrari. Il quorum per il referendum abrogativo invece prevede un numero di voti che corrisponde alla metà più uno degli aventi diritto al voto.
Per questo la funzione del referendum costituzionale è una garanzia delle minoranze parlamentari, in quanto consente ai cittadini di partecipare attivamente e direttamente alle decisioni importanti senza la necessità di raggiungere maggioranze qualificate.