Accesso agli atti e potere di differimento: una sentenza come esempio pratico

L’ accesso ai documenti amministrativi consente di garantire il principio di trasparenza della Pubblica Amministrazione, ma in alcune situazioni giuridiche, l’amministrazione può differire l’accesso, cioè rinviare la possibilità di consultare i documenti.

Una recente sentenza del TAR Lazio (Sez. III, febbraio 2026) chiarisce quando questo differimento è legittimo e quali limiti deve rispettare.

Il caso: richiesta di accesso agli atti

Una società aveva presentato all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) una richiesta di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/1990 e del decreto trasparenza (D.Lgs. 33/2013).

La richiesta riguardava i documenti relativi a un procedimento avviato dall’ente sull’esecuzione di un contratto di manutenzione degli aeromobili.

La società richiedente sosteneva di avere un interesse diretto alla conoscenza di tali atti, perché era parte del rapporto contrattuale e voleva verificare l’eventuale presenza di inadempimenti contrattuali.

Il differimento dell’accesso disposto da ENAC

L’ENAC aveva però deciso di differire l’accesso agli atti, cioè di rinviare la possibilità di consultare i documenti fino alla conclusione del procedimento amministrativo in corso.

Secondo l’amministrazione, la divulgazione dei documenti prima della conclusione del procedimento avrebbe potuto compromettere:

  • il buon andamento dell’azione amministrativa
  • la corretta valutazione dei fatti da parte dell’amministrazione
  • la tutela dell’interesse pubblico connesso alla sicurezza del trasporto aereo

Il differimento era stato successivamente confermato anche dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente.

Il ricorso al TAR Lazio

La società ha quindi presentato ricorso al TAR Lazio, sostenendo che il differimento fosse illegittimo.

Secondo la ricorrente, infatti, la decisione dell’amministrazione era problematica perché:

  • il rinvio dell’accesso era stato disposto senza indicare un termine preciso
  • non era stata chiarita la durata del procedimento
  • la motivazione del provvedimento risultava generica

In sostanza, il differimento rischiava di trasformarsi in un rinvio sine die, cioè senza un termine certo.

La decisione del TAR

La decisione del TAR Da un lato ha riconosciuto che il differimento dell’accesso può essere legittimo quando serve a proteggere il corretto svolgimento di un procedimento amministrativo.

Nel caso specifico, il giudice ha ritenuto ragionevole la scelta dell’ENAC di rinviare l’accesso per evitare la diffusione dei documenti. In particolare l’accoglimento dell’istanza, potrebbe portare alla diffusione dei dati e vanificare, prima dell’adozione del provvedimento finale, l’attività sin qui condotta, pregiudicando la libera determinazione dell’Amministrazione.

Dall’altro lato, il TAR ha chiarito un principio molto importante, il differimento dell’accesso deve sempre essere collegato a un termine certo.

Nel caso concreto l’amministrazione non aveva indicato in modo chiaro:

  • la tipologia del procedimento;
  • la data di avvio del procedimento;
  • il termine entro cui l’accesso sarebbe stato consentito

Per questo motivo il TAR ha ritenuto illegittimo il provvedimento sotto il (solo) profilo dell’omessa indicazione di un relativo termine. Quindi limitatamente alla mancata indicazione del termine finale del differimento.

Il principio affermato dalla sentenza

Dalla decisione del TAR Lazio emerge un principio importante in materia di accesso agli atti:

Il differimento dell’accesso ai documenti amministrativi è legittimo quando serve a tutelare il corretto svolgimento del procedimento, ma l’amministrazione deve sempre indicare un termine certo entro il quale l’accesso sarà consentito.

In altre parole, l’amministrazione può rinviare l’accesso, ma non può farlo in modo indeterminato.

L’esito finale della sentenza

Durante il giudizio è emerso che il procedimento amministrativo dell’ENAC si era ormai concluso.Di conseguenza il TAR ha ordinato all’amministrazione di consentire l’accesso ai documenti richiesti, permettendo alla società di prendere visione degli atti e di ottenerne copia entro venti giorni. Inoltre, le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.

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