
Le regole del procedimento amministrativo si basano su principi fondamentali che guidano l’azione della Pubblica Amministrazione. L’articolo 1, comma 1, chiarisce subito un punto essenziale: l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è regolata da criteri precisi come economicità, imparzialità, pubblicità e trasparenza.
In sostanza, la Pubblica Amministrazione non può agire liberamente secondo una volontà propria, ma deve operare entro i limiti stabiliti dalla norma e rispettare i principi che garantiscono correttezza ed equilibrio. Tutti questi criteri confluiscono in due grandi pilastri: il principio di legalità e il principio di buon andamento.
Cosa significa il principio di legalità?
Il principio di legalità significa che ogni attività amministrativa deve trovare il suo fondamento nella legge. La Pubblica Amministrazione può esercitare i propri poteri solo se una norma lo consente e nei limiti da essa stabiliti.
Questo principio tutela i cittadini perché impedisce che l’attività amministrativa non sia esercitata in modo arbitrario. Ogni provvedimento deve avere una base normativa precisa e deve rispettare le regole previste dall’ordinamento.
Il buon andamento
Al concetto di legalità si affianca il principio di buon andamento, richiamato dall’articolo 97 della Costituzione. Esso impone alla Pubblica Amministrazione di operare in modo efficiente, economico e funzionale rispetto agli obiettivi da raggiungere.
Il buon andamento non riguarda solo il risultato finale, ma anche il modo in cui l’amministrazione agisce e utilizza le risorse a propria disposizione per raggiungere un obiettivo. Decisioni lente, inutilmente complesse o sproporzionate rispetto allo scopo, sono in contrasto con questo principio.
Cosa si intende per principio di imparzialità?
L’imparzialità è strettamente collegata all’esercizio del potere discrezionale della Pubblica Amministrazione. Quando l’amministrazione deve scegliere tra più soluzioni possibili, è chiamata a valutare e bilanciare interessi diversi, che possono essere pubblici, privati, collettivi o diffusi.
Essere imparziali significa, non favorire nessuno e non lasciarsi influenzare da interessi personali. L’amministrazione deve stabilire criteri chiari prima di adottare una decisione e deve valutare con attenzione tutti gli interessi coinvolti.
Tra questi aspetti, il conflitto di interessi rappresenta una situazione giuridica che può compromettere l’imparzialità della decisione stessa, in quanto il responsabile ha l’obbligo di astenersi. La normativa anticorruzione, in particolare la Legge 190 del 2012, rafforza questo obbligo perché il conflitto di interessi mina la credibilità dell’amministrazione e può incidere sulla validità dell’atto adottato.
Il principio della trasparenza
Il concetto di trasparenza nasce con l’articolo 1 della L. 241 del 90, è con la legge n. 15 del 2005, che viene espressamente valorizzato e rafforzato.
La trasparenza rende conoscibile l’azione amministrativa e, dovrebbe, rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Ricordiamo che la motivazione nei procedimenti amministrativi è volta a spiegare in modo chiaro le ragioni che hanno portato una decisione. Infatti, una motivazione adeguata consente al cittadino di verificare che l’amministrazione abbia agito correttamente e senza arbitri.
Per garantire il principio della trasparenza il legislatore ha introdotto diversi strumenti giuridici del diritto amministrativo, come il responsabile del procedimento, la comunicazione di avvio del procedimento e il preavviso di rigetto. Questi strumenti permettono al cittadino di conoscere chi è il “domus” del procedimento amministrativo e di intervenire prima che venga emanata la decisione finale.