Chi erano i Padri Costituenti?

La complessità delle vicende storiche che hanno portato alla nascita della Costituzione Repubblicana sono stati una sequenza di intensi e drammatici avvenimenti che segnarono il trapasso dell’Italia al fascismo alla Repubblica.

In circa tre anni, lo Stato Italiano da monarchico divenne repubblicano, da regime totalitario diventò un paese democratico

Nonostante la divisione ideologica e politica dei partiti politici, la classe dirigente seppe distinguere tra le circostanze politiche, le rotture di governo e le grandi scelte istituzionali per dare al Paese una Costituzione condivisa che si è dimostrata nel tempo la più avanzata dell’Europa occidentale.

Il ruolo e il compito dei Padri Costituenti

I Padri Costituenti sono i membri dell’Assemblea Costituente eletta nel 1946 con il compito di redigere la Costituzione della Repubblica italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. I deputati eletti all’Assemblea furono 556 e per la prima volta i partiti misurarono il consenso dei cittadini e il loro reale peso politico nel paese.

Un segnale importante verso i diritti delle donne fu l’elezione delle 21 deputate che nonostante le differenze tra loro per età, formazione culturale ed esperienze politiche, furono le prime donne elette che rappresentarono un momento di svolta nella partecipazione femminile alla vita politica del Paese. 

Dopo l’avvio dei lavori da parte dell’assemblea costituente, in quanto si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 per nominare il presidente socialista Giuseppe Saragat e a seguito delle sue dimissioni, il 28 giugno, l’Assemblea procedette alle elezioni del nuovo Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola

Enrico De Nicola continuerà ad esercitare questo incarico di Capo dello Stato fino all’approvazione della Costituzione e nomina del primo Presidente dello Stato Luigi Einaudi.

Dopo l’organizzazione dei lavori tra attività costituente e attività legislativa ordinaria, l’assemblea nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione composta da 75 membri designati dai rispettivi partiti, nominati sulla base del principio proporzionale, facendo in modo che venga garantita la totalità delle forze politiche rappresentate in Parlamento.

 La commissione dei 75 affidò l’incarico di coordinare le varie proposte e di redigere un testo organico ed unitario ad un Comitato di redazione composto da 18 membri e presieduto da Meuccio Ruini.

Il testo fu votato il 22 dicembre da un’ampia maggioranza, cinque giorni dopo, fu approvata la Costituzione e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola e controfirmata da Umberto Terracini e dal presidente del consiglio Alcide De Gasperi, entrando in vigore il 1 Gennaio 1948.

I componenti del comitato di redazione 
  •  RUINI Meuccio (MISTO)
  •  AMBROSINI Gaspare (DEMOCRATICO CRISTIANO)
  •  CALAMANDREI Piero (AUTONOMISTA)
  •  CANEVARI Emilio (PARTITO SOCIALISTA LAVORATORI ITALIANI)
  •  CEVOLOTTO Mario (DEMOCRAZIA DEL LAVORO)
  •  DOSSETTI Giuseppe (DEMOCRATICO CRISTIANO)
  •  FANFANI Amintore (DEMOCRATICO CRISTIANO)
  •  FUSCHINI Giuseppe (DEMOCRATICO CRISTIANO)
  •  GHIDINI Gustavo (PARTITO SOCIALISTA LAVORATORI ITALIANI)
  •  GRASSI Giuseppe (UNIONE DEMOCRATICA NAZIONALE)
  •  GRIECO Ruggero (COMUNISTA)
  •  LACONI Renzo (COMUNISTA) (1)
  •  MARINARO Francesco (FRONTE LIBERALE DEMOCRATICO DELL’UOMO QUALUNQUE)
  •  MORO Aldo (DEMOCRATICO CRISTIANO)
  •  PERASSI Tomaso (REPUBBLICANO)
  •  PICCIONI Attilio (DEMOCRATICO CRISTIANO) (2)
  •  ROSSI Paolo (PARTITO SOCIALISTA LAVORATORI ITALIANI)
  •  TOGLIATTI Palmiro (COMUNISTA)

Chi è stato uno dei più giovani Padri Costituenti?

Uno dei più giovani Padri Costituenti fu l’On. Fiorentino Sullo che partecipò ai lavori dell’Assemblea Costituente tra il 1946 e il 1948 a soli 25 anni, risultando il più giovane Padre Costituente italiano. 

Statista di origini irpine, dedicò l’intera vita al servizio della Repubblica, ricoprendo incarichi di grande rilievo come deputato, ministro e consigliere di Stato.

Alla Costituente si distinse per il suo approccio riformista, in particolare per l’impegno a favore del regionalismo e della valorizzazione del Mezzogiorno

Di quale partito facevano parte i Padri Costituenti?

Il consenso dei cittadini portò all’elezione dei Padri Costituenti appartenenti a diverse forze politiche, riflettendo il pluralismo della società italiana del dopoguerra. La Democrazia Cristiana risultò il partito più rappresentato con 207 seggi, seguita dal PSIUP con 115 seggi e dal PCI con 104 seggi.

Accanto ai principali partiti, erano presenti altre formazioni politiche: l’Unione Democratica Nazionale con 41 deputati, il movimento dell’Uomo Qualunque, particolarmente radicato nel Mezzogiorno, con 30 seggi, il PRI con 23 deputati, il Blocco Nazionale della Libertà, che rappresentava l’area monarchica, con 16 seggi, e il Partito d’Azione con 7 deputati, oltre a numerose liste minori.

Questa pluralità politica fu uno degli elementi di maggiore forza della Costituzione italiana, che riuscì a esprimere valori condivisi come la dignità della persona, la tutela dei diritti fondamentali, il principio democratico e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

I Padri Costituenti operarono in un momento storico particolarmente delicato, all’indomani della caduta del fascismo e della fine della Seconda guerra mondiale, con l’obiettivo di costruire un nuovo ordinamento democratico fondato sui diritti, sulle libertà e sulla partecipazione dei cittadini.

La Costituzione nacque così dal confronto tra culture politiche diverse, unite dal comune intento di evitare il ritorno di qualsiasi forma di autoritarismo e di garantire una democrazia solida e duratura.

Share the Post:

Related Posts